VALANGHE

Prova del bastoncino o sonda

Quando bisogna attraversare un pendio che si ritiene possa risultare pericoloso, il modo più semplice e rapido per valu­tare la stabilità degli strati nevosi è quello di affondare un bastoncino da sci dalla parte dell’impugnatura, o una son­da, nella neve. Se la resistenza che si incontra è debole, specialmente ver­so il fondo, il pendio è pericoloso e instabile. Se la resistenza che si incontra è grande, il pendio è sta­bile e abbastanza sicuro. E una manovra, questa, che si può effettuare spesso du­rante la gita, per accertarsi continuamente dello stato della coltre nevosa.

 Prova della pala

 Consiste nel prendere un pò di neve con la pala e, facendo­la vibrare, vedere che forma assume. Se assume una forma conica sarà neve con scarsa coesione; se si rompe in bloc­chi più o meno compatti avrà maggiore coesione (possibili valanghe a lastroni). E una prova molto empirica e inoltre riguarda solo il tipo di neve preso come campione

Prova del trapezio

Consiste nel tagliare con la pala, sul pendio che si vuole esaminare, un trapezio delle dimensioni indicate nell’illustrazione

  trapezio valutazione neve           Trapezio di neve tagliato con la pala.

           Trazione effettuata con una pala parallela al pendio.

Dopo avere individuato i vari strati si esercita con la pala, che deve essere provvista di dinamometro e pieghevole a 90°, una trazione parallela al pendio .Tirando via uno strato dopo l’altro si verifica l’adesione e la stabilità fra i singoli strati. Se il blocco si stacca con una trazione compresa tra O e 20 kg, il pendio è pericoloso o quantomeno presenta certi margini di rischio; se il blocco, invece, si stacca con una trazione superiore ai 20 kg, il pendio risulta sicuro.

Ricerca in superficie

La ricerca in superficie, immediata, da parte dei compagni superstiti è la più importante ed ha le maggiori probabilità di ritrovare in vita i travolti da valanga. I superstiti quindi devono agire con la massima rapidità, mantenendo calma e disciplina. La prima cosa èricerca con sonda individuare e segnare con un bastoncino o altro i punti in cui le vittime sono state viste per l’ultima volta, cioè il punto dove sono scomparse. Quindi si procede a una veloce ricerca sulla superficie della valanga alfine di trovare persone parzialmente sepolte, indizi, parti di equipaggiamento rimasti in superficie e poi a scavare subito con la pala o con ogni mezzo a disposizione (piccozze, code degli sci ecc.). Questa ricerca in superficie deve essere effettuata sempre in modo tempestivo e prima di chiamare qualsiasi soccorso. 

Ricerca con apparecchi ricetrasmittenti ARVA

Per ARVA intendiamo un apparecchio che si basa sulla pos­sibilità di trasmettere e ricevere un segnale su una certa frequenza. Tale apparecchio deve essere acceso all’inizio della gita e spento solamente alla fine. Si porta a tracolla, meglio all’altezza del torace. Con l'ARVA si riducono di molto i tempi per le operazioni di ricerca e aumentano quindi le probabilità di trovare in vita i travolti da valanga. Senza entrare in merito alla ricerca con ARVA, che è oggetto di trattazioni particolari e che richiede una buona conoscenza dell’apparecchio e frequenti esercitazioni, mostriamo qui di seguito due esempi che danno un’idea di come avviene tale ricerca. 

Procedimento Iniziale di ricerca con ARVA  

tre sciatori a 20 m di distanza e a 10 m dal bordo della valanga
soccorritore singolo 20 m distanza zig-zag e 10 m dal bordo

 SOCCORSO

Appena trovata la persona travolta da valanga è indispensabile agire in questo modo:

   Scoprire il viso e liberare le vie respiratorie.

   Liberare il corpo da ogni impedimento.

   Se non ha perso conoscenza, provvedere a riscaldare questa persona e a coprirla; trasportarla rapidamente in luogo coperto.

   Se ha perso conoscenza, praticare la respirazione bocca a bocca, il massaggio cardiaco, proteggerla dal freddo.

   Prolungare le operazioni di rianimazione fino a che i risultati non siano positivi o non compaiano chiari e inequivocabili segni di decesso.

   Scegliere l’itinerario meno pericoloso individuando le eventuali zone certamente sicure.

   Salire o scendere i pendii lungo la linea di massima pendenza interessando una ben determinata fascia verticale; evitare, se possibile, i lunghi attraversamenti in diagonale.

   Seguire le dorsali e le creste evitando le cornici, i pendii sottovento, quelli concavi e i canaloni.

   Se si è costretti ad attraversare un pendio, farlo il più in alto possibile, vicino a paréti di roccia o zone sassose e alberate.

   I boschi di pini e abeti sono più sicuri di quelli di lance.

   Fare molta attenzione agli accumuli di neve portata dal vento; la rottura del loro equilibrio determina le valanghe a lastroni che risultano le più pericolose e spesso mortali.

 

Attraversamento di pendio pericoloso

Può capitare di dover attraversare un pendio pericoloso per cause di forza maggiore. Bisognerà allora mettere in atto le seguenti precauzioni:

   Il gruppo di sciatori-alpinisti deve fermarsi in un luogo sicuro.

   Coprirsi adeguatamente (giacca a vento, guanti, eventuale foulard per proteggere le vie respiratorie).

   Togliere le cinghiette di sicurezza agli attacchi degli sci. traiettoria travolto valanga

   Liberare le mani dai laccioli dei bastoncini.

   Slacciare lo zaino in vita e sfilarlo dal braccio a valle.

   La guida o il capo comitiva attraversa per primo il pendio osservando continuamente il manto nevoso a monte e a valle. In caso di distacco individuare subito i punti (rocce, alberi ecc.) di maggiore riparo e sicurezza.

   Gli altri tengono costantemente d’occhio il primo che attraversa, e in caso di distacco di valanga devono seguire con la massima attenzione il travolto e individuare il punto in cui viene visto per l’ultima volta.

   La guida, raggiunto un punto sicuro o dopo aver attraversato il pendio pericoloso, si fa raggiungere lungo la sua traccia dagli altri sciatori, uno alla volta o alla distanza di sicurezza che ritiene più opportuna.

Comportamento del travolto da valanga

Nel caso si avverta un movimento della massa nevosa, tentare la fuga veloce laterale verso i margini della valanga e non lungo la linea di massima pendenza. flusso della valanga

Liberarsi con manovre rapide e veloci degli sci, dei bastoncini e dello zaino.

Tenere la bocca chiusa, ripararsi con le braccia per evitare il soffocamento.

Ritardare in qualsiasi modo di farsi seppellire dalla neve cercando di afferrarsi a tutti gli ostacoli per evitare il trascinamento verso valle.

Cercare di mantenersi in superficie con movimenti natatori e portarsi verso i margini della massa nevosa in movimento.

Al momento dell’arresto cercare di spingersi verso l’alto creandosi con le braccia il maggiore spazio vitale per la respirazione.

Rimanere calmi e tranquilli, evitare movimenti inutili e chiamare solo quando si sentono persone vicine

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