7. Uso dei defibrillatori

Il quesito che volevo porgerti è relativo alla legge n 120/2001 (autorizzazione per il personale non medico all'uso del defibrillatore semiautomatico esterno). Un soccorritore adeguatamente addestrato e formato nel rispetto delle procedure operative regionali (simili nel territorio nazionale), secondo le  linee guida dell'I.R.C. Italian Resuscitation Council per aver frequentato un corso B.L.S.D categoria B, (corso di rianimazione con l'ausilio del defibrillatore per il personale operante direttamente nel soccorso), e superato il relativo esame, non ha ancora ricevuto l'autorizzazione delle competenti autorità regionali per l'utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno: in stato di necessità nel tentativo di salvare la vita ad una persona puòutilizzare il defibrillatore semiautomatico esterno? Se non l'utilizza, e il paziente non si salva, può essere accusato d'omissione di soccorso, per una prestazione di soccorso insufficiente perché in base alla sua capacità e competenza tecnica professionale non ha fatto tutto quello che gli era possibile fare avendo a disposizione l'idonea attrezzatura non l'ha utilizzata?

Grazie Paolo

Caro Paolo,
anche il tema dei defibrillatori meriterebbe una premessa sul brutto modo in cui hanno deciso di regolarne l'uso. Te lo risparmio per non diventare noioso e passo subito alle tue domande. Innanzitutto lo stato di necessità. Il tema non è dei più semplici da riassumere in poche parole ma con una buona di approssimazione possiamo dire che l'art.51 del codice penale dispone la non punibilità di chi commette un fatto astrattamente configurante un reato se lo ha fatto "per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri da un pericolo attuale di un danno grave alla persona". L'uso dei defibrillatori da parte di chi non è abilitato mi pare un caso esemplare di applicabilità della scriminante (si chiama così) dello stato di necessità. La non punibilità, è bene precisarlo, è esclusa solo se il pericolo non è stato causato dall'agente e se il fatto è proporzionato al pericolo. Questi requisiti ricorrono senza dubbio nel caso del defibrillatori usato in ambulanza su una persona in arresto cardiaco ma mi pare opportuno segnalarli poiché la norma sullo stato di necessità può essere invocata in moltissime altre situazioni legate al primo soccorso (un esempio banale: tagliare volontariamente un vestito altrui configura il reato di danneggiamento previsto dall'art.635 del codice penale; lo stato di necessità rende non punibile questo comportamento che spesso tutti noi teniamo anche su persone che non sono in grado di manifestare il loro consenso perché, ad esempio, sono incoscienti) . Il secondo quesito: risponde di omissione di soccorso il lettighiere capace di usare un defibrillatori ma non abilitato a farlo che si astiene dall'utilizzare l'apparecchio? Una risposta ben argomentata richiederebbe troppo spazio. Spero quindi di soddisfare la tua curiosità con le poche righe che seguono. Tanto per cominciare, a mio parere, il soccorritore che si rifiuta di prestare soccorso non risponde di "omissione di soccorso" bensì del più grave reato di "omissione di atti d'ufficio" poiché, a mio avviso, noi siamo "incaricati di pubblico servizio". Precisato che l'affermazione è discutibile evito di motivarla poiché sarei costretto a propinarti noiosi tecnicismi e soprattutto perché è abbastanza inutile, dato che il lettighiere che chi si rifiuta di effettuare un soccorso senza dubbio commette un reato, più o meno grave a seconda che sia o meno corretta la mia convinzione. Ma tale disquisizione nel nostro caso è superflua soprattutto perché omettere di utilizzare un defibrillatore che si ha l'obbligo di usare configurerebbe il ben più grave delitto di omicidio, doloso o colposo a seconda dei casi. E qui si tratta di interpretare la legge 120/01 che hai correttamente citato nella tua domanda e le varie discipline dettate dalle singole regioni.
Andiamo con ordine. Si risponde di reato omissivo (nel nostro caso omicidio) se si è obbligati ad impedire un evento e si omette di farlo. Mi rendo conto che è difficile da comprendere e quindi mi spiego con un esempio: una baby sitter che vede il bambino a lei affidato attraversare la strada e non fa nulla per impedirlo risponde di omicidio se il bambino muore investito da un'auto. Se, invece, io vedo un adulto scendere dal marciapiede e buttarsi in mezzo alla strada e non faccio nulla per impedirlo non commetto alcun reato. Si tratta quindi di capire se sussiste l'obbligo di impedire il verificarsi di un evento. Nel nostro caso l'evento da impedire è chiaramente la morte della persona in fibrillazione cardiaca. E' ovvio che il lettighiere ha l'obbligo di impedire la morte di una persona che soccorre purché abbia la possibilità di farlo e visto che non può essere obbligatorio ciò che non è consentito, si tratta di stabilire se al soccorritore addestrato ma non autorizzato sia consentito l'uso del defibrillatore. Ora, la legge 120/01 stabilisce che "è consentito l'uso dei defibrillatori...al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica" ed aggiunge che "le regioni... disciplinano il rilascio...delle autorizzazioni all'utilizzo extraospedaliero dei defibrillatori". Le due disposizioni sembrano in contraddizione: la prima richiede solo una "formazione specifica" la seconda parla espressamente di "autorizzazioni". La soluzione dell'apparente contraddizione mi para vada trovata nelle regole che ogni singola regione ha deciso di adottare. Ogni regione è infatti libera di stabilire che è autorizzato automaticamente chi abbia frequentato un determinato corso oppure che l'autorizzazione debba essere rilasciata con un provvedimento amministrativo successivo alla frequentazione di un corso poiché, ad esempio, ha stabilito che sia necessario superare un esame dopo aver frequentato il corso. Dovrai quindi leggerti le norme in vigore nella tua regione e verificare se basti l'addestramento ad autorizzarti. Se è così sarai tenuto ad utilizzare l'apparecchio e risponderai della tua omissione quando ti asterrai dal farlo, diversamente nessuno potrà rimproverarti di non aver tenuto un comportamento che non eri autorizzato a tenere.
Spero di essere stato abbastanza chiaro, se restano dei dubbi sono a disposizione per fugarli nei limiti consentiti dalle mie capacità.
Un saluto
Avv. Roberto Avanzi