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IL MEDICO RISPONDE servizio temporaneamente sospeso In questa nuova pagina vogliamo dare la possibilità a tutti di poter ricevere chiarimenti da un medico, che presta tuttora servizio in ambulanza per le emergenze sul territorio e lavora presso il pronto soccorso dell'ospedale di Livorno, sull'espletamento dei servizi in ambulanza. Pubblicheremo sia le vostre domande che le risposte così da non creare casi personali ma da incentivare uno scambio di idee e consigli. Non risponderemo privatamente o a domande fuori tema
Buongiono
Vorrei sapere come faccio ad accorgermi
che un paziente ha un emorragia interna.
Grazie.
ENZO
Gentile Amico, desidero
innanzitutto ringraziarla per avermi posto questa domanda. L'emorragia interna
è infatti una situazione relativamente frequente in ambito di P.S.. Il paz:
è di solito vittima di un incidente stradale e/o di un trauma diretto o
indiretto del torace o dell'addome, oppure di una caduta piuttosto forte
sulle............natiche. Particolare interesse destano i traumi sulla parte
sinistra dell'ipocondrio per il pericolo di una rottura di milza che può
verificarsi anche dopo parecchie ore dal trauma, la così detta "rottura
in due tempi".
il paz. affetto da emorragia
interna è di solito sudato, ipoteso, lamenta di avere una gran sete e
presenta tachicardia compensatoria, con polso piccolo e frequente, lo stato di
coscienza può essere normale oppure il paz. si presenta ansioso irrequieto
agitato.
TRATTAMENTO
Se si verifica un'emorragia
interna, incanulare il paz. ed infondere cortisonici ( nella mia esperienza
1-2 gr. di flebocortid ) emagel o, in alternativa soluzione fisiologica,
per ripristinare il volume ematico, la "volemia". Distendere il paz.
e, in caso di perdita di
coscienza sollevare gli arti
inferiori. Trasporto immediato al piu' vicino ospedale.
Sperando di esserle stato di
aiuto la saluto cordialmente
Dr.Gian Francesco Zucchelli
Perché' nella risposta sull'emorragia
interna il Dr. Zucchelli consiglia di somministrare cortisone ad un paziente
in stato di shock ?
Qual'e' il razionale di questa terapia ?
Di che protocollo si tratta ?
Inoltre perché' consiglia di sollevare
gli arti inferiori in caso di perdita di coscienza ?
Grazie
Daniele
(anestesista rianimatore)
egr. collega,
probabilmente c'è stato un
malinteso.
nel paziente con schok
ipovolemico il mio criterio è il seguente:
reintegrare la volemia con
liquidi ed in caso di schok infonderere a goccia lenta del cortisone ( 1-2 g)
la contemporanea
somministrazioni di liquidi per infusione e.v. ( emagel,fisiologica, ecc)
unitamente al cortisone mi permette di sostenere la p.a.del paziente
se con questi presidi
terapeutici non sortisco alcun effetto ricorro all'uso di amine vasoattive.
riguardo a sollevare le gambe
del paziente in caso di perdita di coscienza, è un modo molto semplice per
facilitare l'afflusso di sangue al cervello.
Dr.Gian Francesco Zucchelli Non mi trovo molto d'accordo sulla Sua linea di trattamento del paziente con shock ipovolemico, in particolare sull'utilizzo del cortisone. Infatti non e' affatto dimostrata l'utilita' del cortisone nello shock ipovolemico. Esso non sembra apportare alcun vantaggio in termini di sostegno della pressione arteriosa ma comporta anzi iperglicemia ed aumento delle complicanze settiche.
Attualmente risulta essere controindicato
anche nello shock settico e nel trauma cranico (diminuisce la ICP solo nei
pazienti con patologia tumorale, non in quelli con edema cerebrale
post-traumatcio.
Le uniche reali indicazioni all'utilizzo
degli steroidi nel paziente in stato di shock sono:
- anafilassi (anche se il suo effetto e'
molto piu' tardivo di quello dell'adrenalina e degli antiistaminici)
- shock spinale in pz con trauma
midollare (metilprednisolone 30mg/kg in bolo + perfusione continua).
Sono perfettamente d'accordo invece
sull'utilizzo delle amine dopo il riempimento volemico con cristalloidi e
colloidi.
Dopamina innanzitutto e noradrenalina se
la prima risulta inefficace.
Anche riguardo al sollevare le gambe mi
trovo un po' perplesso. Infatti, oltre al fatto che in un paziente gia' in
shock (quindi perifericamente vasocostretto) la centralizzazione del flusso
provocata dal sollevamente delle gambe e' minima, se non inesistente, rimane
il problema che nello shock emorragico da
trauma i movimenti delle gambe
risultano pericolosi per l'integrita' della colonna
Daniele Lugani ########################
Graderi sapere in quanto tempo si
dovrebbe intervenire nel caso di accertata presenza nell'addome di liquido
intestinale (acidi gastrici misto a feci) per poter scongiurare l'insorgere di
uno stato settico.
Grazie Patrizio
Cardelli
gentile amico, le notizie
che mi fornisce sono troppo scarse per poter formulare una diagnosi eziologica,
ritengo però che si debba intervenire il più presto possibile .
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nella patologia dello shock,
1)la paralisi dei centri vasomotori da
luogo a schok vasoparalitico o schok freddo?
2)emorragie e traumi chirurgici con
perdita di sangue superiore a 1,5 litri possono essere causa di shock
ipovolemico?
3)In seguito della caduta di pressione
si producono danni ischemici ai tessuti?
4)intervenendo tempestivamente con
opportune terapie lo shock e' sempre reversibile?
5)La pressione arteriosa diminuisce al
di sotto di 60mmhg in 1 -2 ore.
La paralisi dei centri vasomotori da luogo a shock vasoparalitico o shock freddo? No, shock freddo e shock caldo sono una vecchia forma di distinzione dei tipi di shock. In particolare la distinzione era fatta sulla temperatura della cute che diventa fredda quando vi è una vasocostrizione periferica compensatoria. Nella paralisi dei centri vasomotori, vi è un’ampia vasodilatazione periferica, che è poi la causa prossima dell’ipotensione. Conseguentemente la cute sarà calda. Emorragie e traumi chirurgici con perdita di sangue superiore a 1,5 litri possono essere causa di shock ipovolemico? Certamente, basta anzi una perdita di sangue decisamente inferiore a quella indicata per avere un’ipovolemia anche marcata. Dipende ovviamente dalla quantità totale di sangue che può essere stimata in circa 85 ml per Kg. Lo shock sarà ovviamente prima contrastato dall’aumento della frequenza cardiaca, ma quando questo meccanismo di compensazione sarà insufficiente vedrai una caduta di pressione quasi verticale. In seguito alla caduta di pressione si producono danni ischemici ai tessuti? Sicuramente, il danno ischemico è il danno provocato dalla carenza o dalla totale assenza di sangue ad un tessuto, indipendentemente dal fatto che sia causata da un’ostruzione o da una perdita a monte. Intervenendo tempestivamente con opportune terapie lo shock è sempre reversibile? No, esiste una soglia oltre la quale lo shock diventa incoercibile. Il sangue fermo coagula all’interno dei vasi (Coagulazione Intravasale Disseminata) e se anche si riesce a ripristinare un circolo i coaguli che si sono formati si spostano e vanno a formare trombi all’interno dei vari organi provocando danni mortali (Multi Organ Failure). La Pressione Arteriosa diminuisce al di sotto di 60 mmHg in 1 – 2 ore? Non ho proprio capito la domanda.
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